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Terra Cometa — storie di Magi, viaggi e omaggi

6 e 7 gennaio, ore 17.00, Cortili della Cavallerizza Reale, entrata da via Verdi e da via Rossini, Torino — a cura di Teatro Popolare Europeo e Master di Teatro Sociale e di Comunità, in collaborazione con Caravan.Artists on the Road e con il sostegno del Comune di Torino

Sarà rappresentato il 6 ed il 7 gennaio, alle ore 17.00, presso i Cortili della Cavallerizza Reale (entrata da via Verdi e da via Rossini) di Torino — a cura di Teatro Popolare Europeo e Master di Teatro Sociale e di Comunità, in collaborazione con Caravan.Artists on the Road e con il sostegno del Comune di Torino — lo spettacolo Terra Cometa — storie di Magi, viaggi e omaggi

Nei cortili della Cavallerizza per l’Epifania Torino e i suoi cittadini rinnovano, attraverso il teatro di comunità, l’antica tradizione italiana della Sacra Rappresentazione e del Presepe Vivente e testimoniano attraverso l’arte, il dono e la convivialità il desiderio e la speranza di rinascita di una città multiculturale in profonda trasformazione.

La narrazione della Natività e dell’arrivo dei Magi viene rivisitata attraverso una grande azione corale con canti, musica e racconti. Un’attrice e un musicista scandiscono il succedersi dei quadri viventi animati da cori e gruppi diversi di cittadini e conducono il pubblico dentro la storia della Natività ispirandosi ad alcuni racconti tratti dallo spettacolo teatrale «Santo bucato. La natività raccontata dalla lavandaia del presepe» di Teatro Popolare Europeo. La lavandaia, secondo l’antica tradizione napoletana del presepe, è anche levatrice. E’ donna di popolo, accogliente, generosa, curiosa, piena di umanità e di vivacità. Attraverso i suoi occhi e il suo racconto prende forma sotto i nostri occhi l’umanità del presepe in attesa della Natività.

Il presepe appartiene in realtà alla grande tradizione artigiana e d’arte italiana. I personaggi del presepe sono «un gran teatro dell’umanità: buoni e cattivi e quelli un po’ e un po'» come dice la nostra Lavandaia. Ci sono le figure dei mestieri tradizionali, ma anche figure speciali dell’antica tradizione quali la zingara e l’incantato. L’una è la voce della profezia, colei che conosce il futuro drammatico e glorioso di quel piccolo Bambino e l’altro, l’Incantato, l’eterno bambino che è sempre anno dopo anno capace di stupirsi di fronte al prodigio di quella Nascita. Del presepe entrano a far parte i personaggi popolari di quell’anno, così come le nuove professioni, si mischiano le generazioni e le razze. Il presepe vivente, ideato da Francesco D’Assisi, è l’umanità colta nel suo quotidiano patire, nel lavoro e soprattutto nell’attesa di un grande cambiamento che porti pace, libertà dalla paura e gioia nelle vite di ciascuno.

Terra Cometa è il teatro che torna alla gente comune e la chiama a giocare, condividere, riflettere insieme. E’ un teatro semplice di mezzi ma ricco di persone: ci sono lettori, cori, cantanti, musicisti, gruppi di giovani di periferia, famiglie, scout, curiosi, filodrammatiche, insegnanti, vetrinari, tranvieri, insomma persone di razze, culture, età, professioni diverse che hanno deciso di fare un dono a se stessi e alla propria Città nel segno della solidarietà e della gratuità.

Come si rappresenta una storia che vive dentro di noi, una storia di cui tutti, ma proprio tutti, hanno sentito parlare almeno una volta? Cercando una strada che parta proprio da quell’interiorità individuale che per definizione è unica e irripetibile, per dar voce alla pluralità.

In questo senso l’eterogeneità degli attori «in piazza» per Terra Cometa diventa la sintesi perfetta del senso che vogliamo portare. Lavorare con professionisti che si intrecciano con gruppi che hanno fatto del teatro la propria passione, per esempio, significa andare a cercare il punto in cui l’arte si nutre degli echi del dialetto vivo di gruppi teatrali che raccontano la storia delle loro Valli. Così come portare il desiderio di condivisione di momenti rituali, che sta alla base della partecipazione dei cittadini, significa riaccendere prepotentemente il valore collettivo dell’atto teatrale, lavorare sull’artigianalità espressiva che chiunque ha in sé per portarla alla luce, valorizzarla e farla vivere in un gioco teatrale che la sostiene.

Lo scopo è quello di creare un’azione teatrale senza figuranti, se per figuranti si intendono uomini e donne che stanno senza dire: ognuno ha portato e porterà il suo pensiero, il suo sentire, le sue parole, che fanno di Terra Cometa una vera storia di magi, viaggi e omaggi, in cui tutti offrono quello che sanno: un canto, una lettura, una parola, una storia, un ricordo. In cui anche il pubblico ha la sua parte, perché per fare teatro (e fare vita) non si può mai essere soli.
Teatro Popolare Europeo e Master di Teatro Sociale e di Comunità

in collaborazione con: Caravan — Artists on the Road

con il sostegno del Comune di Torino
Гид Турин kaushka@facebook.com

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Автор: kaushka

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