Boicotta Israele. Torino Lingotto. Video



Boicotta israele a torino lingotto.
Opera di umanista, artista piero gilardi

 

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Manifestazione per il popolo siriano a Torino. Foto e Video.


Popolo siriano in piazza Castello a Torino 21 dicembre 2012

Arriva anche le foto e video turin italy sirya

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Manifestazione per la Siria. Il rumore della pace


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Cori, canti, musica e rappresentazioni sceniche in solidarietà al popolo siriano. L’evento, che non è finalizzato all’intrattenimento, ha duplice scopo: sensibilizzare le persone ai terribili fatti di cui sono protagonisti migliaia di innocenti e dimostrare il nostro contributo affinchè tutti sentano nell’aria il rumore della pace tanto ambita dai cittadini della Siria.

Prenderà parte all’iniziativa la band musicale dei CO2 con alcune delle più celebri canzoni suonate in nome della pace.

Durante l’intera manifestazione si potranno inoltre acquistare gadjet, il cui ricavato verrà devoluto in beneficienza per i profughi siriani.

Seguite la tema, poi si aggiorna con le foto.

Torino, Radicali aderiscono a manifestazione per la Siria

Siria. Intervento americano? video


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Una intervista a Torino.
Gli Stati Uniti avevano parlato di invio di aiuti umanitari alla popolazione siriana e invece fanno sapere di «aver preso in esame» l’ipotesi di un intervento militare contro la Siria escluso sino ad oggi. Lo hanno detto a Barbara Starr, corrispondente della Cnn al Pentagono, due alti funzionari dell’Amministrazione Obama, confermando l’irritazione della Casa Bianca nei confronti del veto opposto dalla Cina e dalla Russia la scorsa settimana alla risoluzione dell’Onu contro Damasco. I due funzionari hanno precisato che l’America è comunque concentrata ad ampliare la pressione diplomatica ed economica pur di isolare la Siria e che al momento si tratta solo di piani operativi, che hanno solo l’obiettivo di essere pronti nel caso in cui la Casa Bianca dovesse chiedere di passare all’azione. «Il Pentagono — ha detto uno dei due funzionari — sta monitorando lo sviluppo della situazione in Siria. Ma nessuna decisione è stata presa riguardo un intervento militare».

Washington in ogni caso non tiene in alcun conto l’esito dell’incontro, ieri a Damasco, tra il ministro degli esteri russo Lavrov e Bashar Assad, al termine del quale il presidente siriano ha affermato che coopererà con qualunque sforzo per risolvere la crisi. Lavrov, accolto a Damasco da decine di migliaia di siriani, ha affermato che è stato recepito «il segnale» mandato da Mosca di «andare avanti in modo più attivo su tutte le linee». Il presidente siriano, ha aggiunto il ministro degli esteri russo, si è impegnato ad aprire un dialogo con tutte le forze politiche in campo e a scrivere in tempi brevi una nuova costituzione da approvare con un referendum popolare, oltre ad accettare un’estensione e un ampliamento della missione della delegazione di osservatori della Lega Araba. Assicurazioni che non scuotono le monarchie del Golfo, storiche avversarie di Damasco che ieri hanno espulso i rappresentanti diplomatici siriani mentre Italia, Francia, Spagna, Olanda e Tunisia hanno richiamato i loro ambasciatori per consultazioni.

videomaker cameraman torino
kaushka@facebook.com

FlashMob per la Siria piazza Castello Torino.


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Per foto e video si aggiorna in tempo di 24 ore
Il 26 gennaio sarà passato un anno da quando il gesto estremo di Hasan Ali Alekh ha dato il via alle prime proteste in Siria. Hasan si è dato fuoco per chiedere libertà e democrazia.

Da metà marzo 2011 il conflitto interno si è trasformato in una vera guerra civile. Ai cortei e agli scioperi della fame, il governo di Assad non ha mai esitato a rispondere con carri armati e cecchini per scoraggiare la gente a scendere in strada e a riunirsi nelle piazze. Acqua ed elettricità sono state staccate.

Il numero delle vittime delle proteste, secondo fonti dell’opposizione siriana, è di 6375 aggiornato all’11 gennaio 2012. Secondo l’ONU sono almeno 5000 i morti negli scontri. Il bollettino di guerra conta anche 14000 arresti e 12000 persone fuggite oltre frontiera. Tra i prigionieri, circa 30000 sono gli oppositori in carcere, numerosi sono i soldati accusati di voler disertare. Intanto la pressione internazionale è salita e le prospettive per una soluzione politica vanno via via scemando.

Nel mondo e in diverse città italiane, tra cui Ancona e Bologna sono stati organizzati dei Flash mob in sostegno alla rivoluzione siriana. A Torino domenica ci sarà il prossimo. Dite che ci siete e invitate i vostri amici tramite la pagina Facebook dell’evento http://www.facebook.com/events/227481760664075/. Il video realizzato dagli organizzatori Khalid Abouloualid, Nibras Dannawi e Anass Hanifà. (LUISA PERONA)

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