Domenica libera dal lavoro.


Torino 4 marzo 2012 piazza Carignano

«Oggi non fare shopping! La domenica non ha prezzo». È l’invito ai cittadini dei lavoratori del commercio di Cgil, Cisl e Uil che hanno aderito alla «Giornata europea per le domeniche libere dal lavoro», promossa dall’European sunday alliance, in programma domani. All’iniziativa ha aderito anche la Confesercenti. In molte piazze d’Italia (da Torino, Milano a Bari, da Padova a Bologna, da Reggio Emila a Firenze), i lavoratori distribuiranno volantini che spiegano le ragioni della manifestazione. Iniziative originali sono previste a Modena, dove all’uscita della Messa in Duomo sarà distribuito un volantino con scritto «Grazie di essere qui (e non all’ipermercato»).

A Bolzano, Curia e sindacati hanno diffuso un manifesto in tre lingue (italiano, tedesco e ladino), per disincentivare la spesa domenicale.

La protesta dei lavoratori italiani è rivolta, in modo particolare, a contrastare una norma contenuta nel decreto «Salva Italia» del governo Monti. Nello specifico, l’articolo 31 prevede la possibilità di tenere aperti negozi e supermercati 24 ore su 24 e sette giorni la settimana. Un provvedimento che, secondo Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil «non contribuirà ad aumentare né i consumi né l’occupazione nel settore».
«Già in questi anni — si legge in una nota — le maggiori aperture nel commercio non hanno affatto prodotto un incremento di occupazione e tanto meno di occupazione stabile, ma l’occupazione in questo settore ha vissuto e vive una forte condizione precaria e scombinata, frammenti di lavoro, tanta flessibilità — ai confini con la precarietà — e tanto lavoro a termine. Si continua ad alimentare la spirale della precarietà aggravata dal rischio di peggioramento dell’organizzazione del lavoro a partire dagli orari e dai turni trascinando anche il peggioramento delle condizioni economiche».

Secondo l’Osservatorio nazionale sul commercio, nel 2010 in Italia la grande distribuzione organizzata (Gdo) contava 18.976 punti vendita per una superficie totale di 20.913.725 metri quadrati e 369.861 addetti. Circa la metà del mercato è costituita da supermercati che, sempre nel 2010, erano 9.655, con una superficie di vendita di 8.572.281 metri quadrati e 173.248 addetti. Tra le regioni, quella con il maggior numero di supermercati è la Lombardia, dove ne sono stati aperti 1.572, con una superficie di vendita di 1.617.113 metri quadrati e 36.545 addetti. Proprio dalla Lombardia — dove già le leggi regionali davano la possibilità di aprire per 25 o 26 domeniche l’anno, rispetto alle 13 delle norme nazionale precedenti l’intervento del governo Monti — è partita la battaglia contro le aperture domenicali, che ha coinvolto anche il Consiglio regionale.

«Anche su iniziativa del sindacato — spiega il segretario generale lombardo della Fisascat-Cisl, Giuseppe Foti — il Consiglio regionale ha approvato una mozione che impegna il presidente Formigoni a presentare ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto del governo che consente la completa liberalizzazione degli orari di apertura. Il ricorso è stato presentato in questi giorni e l’esempio della Lombardia è stato seguito anche da Toscana e Veneto».

L’auspicio di Foti è che, anche grazie alla mobilitazione di domani, si faccia largo nel Paese un sentimento contrario al lavoro alla domenica, che «deve restare la giornata dedicata alla famiglia». Anche quella di chi nei centri commerciali ci lavora ed è spesso costretto a fare i salti mortali per vedere coniugi e figli. Per la maggior parte si tratta di donne. Limitandosi ai supermercati, rispetto a un totale di 173mila addetti, 70.202 sono uomini e 102.798 donne.

«Da sempre — si legge nel volantino del sindacato che sarà distribuito ai cittadini — la nostra azione sindacale propone una conciliazione concreta dei tempi di vita e di lavoro che, queste aperture continue, rendono ormai difficile. Tutto ciò in presenza di una forte carenza di servizi per aiutare la famiglia in particolare nei giorni festivi».

DIWALI. La festa delle luci. (Festa Indiana Torino)


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Alenia Aeronautica 27 ottobre 2011


«chiudere alenia? no grazie» i lavoratori scendono in piazza

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Torino, 27 ott. – (Adnkronos) – Alcune centinaia di lavoratori della Alenia Aeronautica di Torino e Caselle hanno sfilato questa mattina in corteo nel capoluogo piemontese contro il piano di ristrutturazione e riorganizzazione presentato dall’azienda che prevede tra l’altro l’accompagnamento alla pensione, nell’area piemontese di 323 lavoratori, di cui 151 a Torino e 172 a Caselle.

Sciopero Alenia Aeronautica 27 ottobre 2011
 

YouReporter.it — Sciopero Alenia Aeronautica 27 ottobre 2011 Video http://www.youtube.com/user/kaushka Alenia Aeronautica. SCIOPERO di 4 ORE per GIOVEDI’ 27 OTTOBRE con MANIFESTAZIONE a Torino Il corteo partito da Porta Susa alle 9.30 e si concluderà in piazza Castello, davanti alla Regione Piemonte. Foto Pubblicato da: kaushka Parole chiave: alenia , sciopero , manifestazione , boicotta , cisl , cgil , fiom…
Lavoro, Piemonte, Torino
Il presidente Cota incontra i lavoratori Alenia: “A breve un tavolo sull’aeronautica”

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Promuovere a breve un tavolo sul futuro del settore aeronautico. Questo l’esito dell’incontro svoltosi giovedì in Regione dove il presidente Cota ha ricevuto una delegazione di lavoratori degli stabilimenti Alenia, al termine di una manifestazione promossa da sindacati e rsu per protestare contro il piano di ristrutturazione presentato dall’azienda. “In Piemonte molto è già stato fatto per il settore dell’aeronautica a partire dal trasferimento della sede operativa di Alenia da Roma a Torino, che produrrà ricadute positive, sviluppando lavoro sul nostro territorio – ha osservato Cota – esiste poi il progetto in corso dell’F 35 a Cameri, che non è mai stato in concorrenza con Caselle, perchè l’alternativa sarebbe stato un sito fuori dal Piemonte con una base militare analoga a quella di Cameri”.
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